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settembre 19, 2016 - Nalini

Nalini a Cosmobike 2016

La storia di #nalini è la storia di una passione, anzi di due, quella di Vincenzo e Claudio Mantovani. Vincenzo “Cencio”, dopo
una carriera nel #ciclismo che l’ha portato

a conquistare la medaglia d’argento nell’inseguimento a squadre alle Olimpiadi di Tokyo del 1964, ha iniziato sulla fine degli anni ‘60 a disegnare e produrre capi per sé e per i suoi amici ciclisti. Claudio, più giovane di un anno, aveva scelto invece il calcio, vestendo anche la maglia di portiere del Milan: un problema al ginocchio lo costrinse ad abbandonare i campi di gioco per affiancare il fratello in azienda.
In breve tempo il laboratorio artigianale divenne una vera e propria industria, tecnologicamente avanzata, ma senza perdere quella cura e attenzione ai dettagli che è tipica delle cose fatte con passione. Ma la storia di #nalini è anche la storia
del #ciclismo, sia per quanto riguarda le innovazioni di prodotto – dal primo fondello in fibra sintetica, che sostituiva quelli tradizionali in pelle di daino, alle tecnologie sempre più evolute per lo stampaggio e l’assemblaggio di tessuti diversi, con trattamenti e caratteristiche tecniche esclusive – sia per la presenza costante nel mondo delle corse, a fianco dei team più importanti, dalla Banesto alla Cofidis

alla Carrera alla Movistar alla Colombia e all’Astana per vestire negli anni atleti come Indurain, Pantani, Chiappucci, Bugno Fignon, Ullrich, Freire, Vinokurov, Cipollini, Zabel, Valverde, Rui Costa, Quintana, Nibali e Aru solo per citarne alcuni.

La storia di #nalini è una storia autentica che oggi si rinnova e riceve nuovo impulso. Autentica, perché sorretta da una struttura produttiva ormai unica nel suo genere
e in grado di presidiare tutte le fasi della lavorazione. Autentica, perché in grado
di produrre capi essenziali, reali, originali, preferiti dagli atleti e dai ciclisti più esigenti per le loro performance e vestibilità. Autentica, infine, perché fatta di persone autentiche, veri appassionati, che sanno affiancare alla tecnologia l’human touch,
il tocco caldo della mano dell’uomo. L’autenticità è il vero valore di #nalini.
Tutti i capi #nalini sono sviluppati e realizzati in Italia dalle linee di produzione interne all’azienda Moa Sport: uno stabilimento unico nel suo genere, che supera i 20mila mq di superficie ed impiega oltre 300 addetti. Moa gestisce l’intera filiera di lavorazione: dalla filatura e lavorazione dei tessuti, al disegno dei modelli, fino al capo finito. Dietro a tutto questo c’è l’esperienza acquisita in oltre 40 anni di lavoro a fianco

dei ciclisti professionisti, cucendogli letteralmente addosso i capi, sulla base delle diverse esigenze, grazie alla ricerca costante di Moa Lab, il laboratorio tecnologico in grado di concepire autonomamente o in collaborazione con fornitori esterni soluzioni tecniche sempre più performanti e innovative.
Moa Lab rappresenta il vero cervello dell’azienda, che razionalizza gli input dei ciclisti professionisti e li adatta alla produzione su scala industriale, proiettandoli verso il target dei ciclisti amatoriali più esigenti, facendo leva sul know how acquisito e sulle capacità produttive legate al Made in Italy. I tessuti vengono scelti, trattati e accoppiati in base alle loro caratteristiche tecniche e devono affrontare diversi test in azione prima del loro effettivo utilizzo. Ogni capo è studiato in ogni minimo dettaglio e può essere composto anche
da 5 tessuti diversi, ognuno in grado
di soddisfare una specifica funzione. I trattamenti e le membrane enfatizzano le qualità dei tessuti e combinano le esigenze apparentemente inconciliabili come la protezione dagli agenti atmosferici e la massima traspirazione. 

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